RACCONTO TITOLO: Carlo 
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Carlo


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Carlo

by cazzolargo
Visto: 439 volte Commenti 0 Date: 23-06-2022 Lingua: Language

Nei giorni successivi stavo attento a non incontrare sia Carlo che Rosa, non sapevo se lui le avesse raccontato che avevo visto il pompino e la sega che lei gli aveva fatto. Abitavamo vicino e capitava di incontrarci per strada, normalmente avrei salutato ma proprio per la vergogna che avrei provato evitavo di passare davanti casa loro. Una sera però, mentre rientravo a casa per la cena, mi son trovato davanti Rosa che mi ha salutato per prima, ho risposto al suo saluto augurandole buona serata e la guardai, non vidi niente di diverso dal solito, quindi dedussi che non sapeva che li avevo visti. Mi sentii sollevato.
Un altro giorno, di pomeriggio incrociai Carlo e abbassai lo sguardo mentre lo salutavo. Rispose al saluto con un pò di boria e aggiunse
che i peperoni del suo orto erano belli grossi e rossi.
Fu un doppio senso che non capii, ero forse troppo giovane, dopo qualche anno lo capii perfettamente.
Qualche pomeriggio dopo ero nell'orto con i mei e ricordo che sentivo Alberto zappare. Tutto il lavoro veniva svolto a mano, i pochi attrezzi erano la falce, varie zappe, piccone e poco altro. Ad un certo punto i miei mi dissero che sarebbero andati verso casa a portare quello che avevano raccolto, mi chiesero di controllare la sorgente che era poco più in alto e se ne andarono. Ricordo che appena scesero nel sentiero principale mi avvicinai a delle piante per pisciare, era tutto il pomeriggio che mi trattenevo. Quando ho finito sono salito alla sorgente di da lì si vedeva sia il nostro che l'orto di Carlo. E lui era lì, girato di spalle, fermo in piedi e dalla postura ho capito che stava pisciando anche lui, ne ebbi la conferma quando si giró leggermente di lato verso di me, pensavo che mi avrebbe visto e mi sdraiai per nascondermi. Vidi che aveva l'uccello barzotto, mezzo scappellato e un getto potente, ogni tanto si fermava e poi ricominciava con getti lunghissimi. Quando finí lo scrollò, pensavo che lo avrebbe rimesso dentro i pantaloni e invece rimase in piedi con il cazzo in mano e lo guardava ad un certo punto iniziò a muovere lentamente la mano segandosi e gli si indurí del tutto. Tirò fuori dai pantaloni anche le palle, si bagnò ancora la cappella che era davvero rossa e inizio una vera e propria sega in piedi, ogni tanto chiudeva gli occhi e aveva delle strane smorfie sul viso. Era alto, magro ma non era un bell'uomo e il suo aspetto incuteva timore. Si segava con ormai la voglia di sborrare, io ero curioso e ricordo che venne il cazzo duro anche a me e mi vergognavo un po'.
Carlo smise di segarsi, si guardò intorno e lo vidi andare verso un sacco di iuta pieno d'erba, con l'uccello che mentre camminava sobbalzava in alto, in basso, a destra e a sinistra ma non si ammosciava, mi sembrò di vedere dei fili di liquido seminale che filavano giù dal cazzo. Arrivato davanti al sacco si tirò giù i pantaloni e ci si sedette sopra a culo nudo. Era proprio sotto di me, 5 o 6 metri. Appena è stato comodo se lo è preso in mano ed ha ricominciato la sega, potevo sentire il rumore della mano che sbatteva contro il pube peloso, in realtà non aveva molti peli sulle gambe o sul culo, non era decisamente peloso ma intorno al cazzo ne aveva parecchi. Ad un certo punto lo vidi che strinse il cazzo alla base, era tutto venoso e scappellato e ci lasciò cadere un lungo f filo di saliva, la mise su tutto il cazzo, non soltanto sulla cappella e mentre lo faceva vedevo le contrazioni. Era grosso, tanto grosso. A quel punto la sega diventò ancora più sonora, potevo percepire il respiro che si faceva più pesante e mugolava suoni onomatopeici, tipo ffffffff, aaaaaahhh, mmmmmmm. Ogni tanto diceva
Ah bene!
Con la mamo destra si faceva la sega e con pollice e indice della sinistra strinse le palle alla base del cazzo e le tirava verso il basso, mentre lo faceva socchiudeva gli occhi che sembrava li girasse all'indietro e mugolava ansimando. Era arrapatissimo, sembrava un animale. Una sega furiosa, forse dovuta all'astinenza forzata causata dal ciclo di Rosa, pensai. La mano ogni tanto accelerava il ritmo ed ogni tanto si fermava e vedevo il cazzo che svettava verso l'alto e verso il basso. Poi ripartiva veloce e si sentiva sbattere contro i peli ma anche il rumore classico della sega con il cazzo bello scivoloso. Aprí la bocca e sintii la voce smorzata che diceva
Sbrodo.
Iniziò la venuta con un fiotto lungo e bianco che ricadde sulla pancia e io sentii lo splash. Ricominciò veloce con la mano per poi fermarsi e un altro schizzo partí dalla cappella turgida, lasciò la presa delle palle e si sdraiò per come poteva sul sacco continuando la sega e la sborrata, alternando il sú e giú al fermarsi per schizzare, piano piano diminuí la potenza ma continuò ad uscire sperma che colava lungo le dita, aveva il dorso e le dita piene di SBORRA. Penso che durò una ventina di secondi. Chiuse gli occhi rallentando il ritmo e vedevo delle grosse gocce di sperma continuare ad uscire. Strinse il cazzo per svuotarlo del tutto = sborra. Si scrollò la venuta dalla mano con un gesto secco e ricordo di aver sentito il rumore di quando cadde sull'erba secca. Quando finí di venire si alzò lentamente in piedi e scrollava il cazzo di poi si leccò la mano; mi fece un pò schifo però confermò quello che disse alla moglie...

Ogni volta che mi faccio una sega me lo lecco.

Cercò di levarsi lo sperma dalla pancia con la camicia. Prese il cazzo in mano e pisciò ancora, poi tirò su i pantaloni e rimise dentro il cazzo lasciando la camicia fuori.
Prese tutto e scese nel sentiero e se ne andò verso casa.

Io quella sera mi feci una sega a letto e sborrai copiosamente girandomi sul fianco sinistro, purtroppo sborrai sul lenzuolo direttamente e macchiai il materasso

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