RACCONTO TITOLO: UNA GITA IN MOTO 4 
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UNA GITA IN MOTO 4


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UNA GITA IN MOTO 4

by silvia
Visto: 186 volte Commenti 2 Date: 22-06-2022 Lingua: Language

IV CAPITOLO: ancora giochi, dopo il risveglio

Sono cascato in un sonno profondo, ma, ad un tratto, con un senso di disagio prodotto dall’essere abbondantemente sudato, mi risveglio. La testa è un pò stordita e confusa, mi serve un attimo per orientarmi. Ci siamo addormentati all'aperto ed ora è già mattino e l'aria fresca della notte si è riscaldata. Qualche rumore proviene dalla campagna che ci circonda, un lontano abbaiare di cani che forse mi ha svegliato. Ho caldo, la luce mi colpisce negli occhi. Istintivamente scosto la coperta e mi alzo. Prendo lentamente coscienza del luogo e della situazione. Mi accorgo che anche voi siete più o meno scoperti. Probabilmente, per il caldo, durante il sonno avete scostato la coperta, senza svegliarvi, ed ora i vostri corpi appaiono in tutta la loro bella nudità. Mi soffermo a guardarvi. Tu sei distesa tra Rafael e Dolores, appoggiata sul fianco destro, con le gambe raccolte, verso Rafael che invece è disteso sulla schiena. Dolores, dietro di te, aderisce con il busto alla tua schiena, un suo braccio ti abbraccia, una gamba è tese mentre l'altra, la sinistra, è piegata e segue la curva delle tue gambe, appoggiandosi alla tua pelle, come se vi foste addormentate con la sua gamba stretta fra le tue. Tieni una mano sotto il viso mentre l'altra è abbandonata sulla pancia di Rafael, con le dita appoggiate sul pube. Il suo pene è in completo riposo, piccolo e appoggiato da una parte. Indugio con lo sguardo su questo spettacolo che mi affascina. La luce bassa riempie la scena di ombra, colorandola di arancio. Il vostro sonno è profondo, le espressioni rilassate, soddisfatte. Dalla posizione mi viene da pensare che nella notte vi siate svegliati e abbiate fatto di nuovo l'amore senza che io me ne sia accorto. Alcune macchie più lucide sul pube di Rafael, sulla pelle del tuo busto e sui tuoi seni mi fanno pensare alle tracce lasciate dallo sperma, quando è ormai asciutto. Vorrei passare la lingua sulla vostra pelle, assaporare i vostri corpi, ma non voglio svegliarvi, per continuare ad osservarvi. Sono specialmente attratto da un particolare del corpo di Dolores. Nella posizione in cui si trova, con una gamba inferiore distesa e l’altra piegata, il suo sesso si mostra in piena luce. Completamente glabra, la fessura appare come la diretta continuazione del solco delle natiche. Dà veramente l'impressione della conchiglia, con le valve leggermente socchiuse. Si indovina il chiarore della mucosa interna che contrasta con l'esterno delle labbra e poi con la pelle più scura delle cosce e delle natiche. Sia Dolores che Rafael sono abbronzati, ma mentre sui fianchi di Rafael è visibile il segno più chiaro del costume, la pelle di Dolores appare di colore uniforme, in tutto il corpo. Lo spettacolo mi eccita, poter frugare nei vostri corpi senza che voi ve ne accorgiate, soffermarmi sui particolari più intimi, sui sessi, mi dà l’impressione di possedervi, di avervi a mia totale disposizione. Mi stringo il pene eretto e mi viene voglia di accarezzarmi. Gioco con lo sguardo, immaginando che sia un pennello che carezza i vostri corpi. Dalla vagina di Dolores passo alle sue cosce e poi proseguo fino ai piedi. Da qui passo ad osservare i tuoi di piedi, che mi sono famigliari. Di te posso accarezzare con lo sguardo tutto il fianco, ma il tuo sesso è nascosto dalla coscia di Dolores che ci si appoggia sopra. I tuoi seni, solo in parte visibili sono rilassati ma i capezzoli sono tesi, evidentemente l'eccitazione non ti ha mai lasciato del tutto, oppure è l'effetto dell'aria fresca. Salgo sul tuo viso, sulle tue labbra, sulle tue palpebre chiuse. Immagino le tue labbra, poche ore prima, avvolte intorno al pene di Rafael, a dargli piacere e ad ingoiare il suo seme. E a questo punto giro lo sguardo su di lui, sul suo pene soddisfatto che giace morbido tra i peli del pube, sfiorato dalla punta delle tue dita. Lo confronto con il mio, in situazione analoga. Anche in condizione di riposo il suo glande è scoperto, con la pelle ritirata, le dimensioni sono considerevoli e il colorito è roseo. La sua peluria è scarsa e chiara, i testicoli sono anch'essi visibili tra le cosce un pò allargate. Mi piace guardarlo ma mi viene anche voglia di accarezzarlo, di baciarlo, di ricambiare il piacere omosessuale che lui mi ha dato, di realizzare un desiderio mai soddisfatto. Baciare il sesso di un altro uomo sarebbe un pò come baciare il mio e i gesti che vorrei compiere sarebbero quelli che darebbero piacere a me. Pensando che è ormai ora di svegliarci, per abbandonare il terrazzo e non farci scoprire in quella posizione dai vicini, mi faccio avanti. Mi inginocchio al suo fianco, mi piego e avvicino la bocca al suo pene. Sono emozionato ed eccitato. Prima di sfiorarlo lo guardo da vicino, lo annuso. Emana un odore piuttosto forte, riconosco tracce di sperma ormai asciutto, sul glande e sui peli del pube. Appoggio le labbra sulla punta ed inizio a baciarlo, lo raccolgo con la lingua, ancora morbida, per ingoiarlo tutto intero. Sento un sapore aspro, che mi conferma il sospetto che abbiate goduto durante la notte e mi eccita ancora di più. Non so se dorma veramente o se finga, ma il suo corpo rimane immobile. Diverso è quello che sento accadere tra le mie labbra, il pene si ingrossa, poco alla volta, si inturgidisce. È una sensazione straordinaria, una fantasia che avevo sempre sognato di realizzare. A questo punto una sua mano si muove e mi accarezza i capelli. È sveglio, ma rimane immobile per non interrompere l'incantesimo. Continuo a baciarlo, succhiarlo, lo sfilo dalla bocca per guardarlo, per passare la lingua sul piccolo buchetto che allargo schiacciando il glande, come ho fatto tante volte con il mio, e una goccia densa si affaccia. Con la mano libera scendo sotto la coscia, che ha leggermente sollevato, ad accarezzare la pelle liscia, morbida, con una leggera peluria che avverto sotto le dita. Mentre continuo a leccare esternamente il pene, gli accarezzo i testicoli, soppesandoli, stringendoli con delicatezza, poi scendo tra le natiche, fino ad appoggiare le dita sull'ano. Avverto il piacere che sta provando e infilo nuovamente il cazzo in bocca, fino alla radice, poi lo sfilo a metà ed inizio a masturbarlo con la mano. Voglio andare fino in fondo, farlo godere nella mia bocca, per bere il suo sperma e assaporarlo come mai prima d'ora ho potuto fare. Il desiderio è fortissimo, dimentico tutto il resto, la situazione, voi, il mio pene che nella posizione in cui mi trovo è stretto tra le cosce e fa sentire la sua tensione. È sesso puro, puro piacere, puro godimento, ma è inebriante, simile all'amore. Mentre la masturbazione continua sfilo ancora di più il suo pene dalla bocca, fino a stringere tra le labbra solo il glande, pronto a ricevere lo spruzzo caldo. Immagino la sensazione che sto provocando in Rafael per averla io stesso provata. Mi sollevo un attimo dal pene per alzare lo sguardo ed incontrare i suoi occhi che mi sorridono. Poi mi abbasso e riprendo a baciarlo. Le vibrazioni e l'indurimento della vena che accompagna il pene per tutta la sua lunghezza mi avvertono che l'orgasmo sta per arrivare. Devo aumentare la stretta per non farmi sfuggire l’asta che vibra, si tende. Un guizzo e le guance si riempiono del liquido denso e caldo. Gli schizzi mi colpiscono la lingua, il palato, il fondo della gola. Trattengo il liquido cremoso, aspettando ad ingoiarlo per assaggiarne il sapore. Mi colpisce ritrovare in quello sperma il gusto salato che avevo già sentito nel mio, avvicinandolo alle labbra dopo una masturbazione. È terribilmente eccitante avere le guance piene di sperma mentre le labbra stringono ancora l’uccello di Rafael che, soddisfatto, mi accarezza le guance. Alcune gocce scivolano inevitabilmente lungo l’asta prima che mi decida a deglutirlo golosamente. Poi lo sfilo dalla bocca, lo guardo e lo appoggio su una guancia. Tiro fuori la lingua per leccarlo, tutto intorno, per pulirlo, mentre sta già perdendo il suo turgore. Quando alzo la testa vedo i vostri volti, tuo e di Dolores, che mi fissano affascinati. Tu alzi una mano per una carezza, a raccogliere alcune gocce di sperma che uscite dalle mie labbra sono colate sul mento. Mi accorgo di aver goduto anch'io, senza essermene quasi accorto, probabilmente insieme a lui, nello stesso istante. Le mie gambe sono bagnate e il pene, prima teso al massimo sta iniziando a rilassarsi. Guardo nuovamente il viso ora soddisfatto di Rafael e mi lascio andare sulla schiena mentre una sua gamba si sovrappone alle mie. Mi accorgo che vi alzate, mi passate davanti e posso ammirare dal basso i vostri corpi nudi. Mentre mi passi vicino ti soffermi, mi guardi con tenerezza e mi lanci un bacio. Sollevi un piede e con la punta delle dita giochi per un attimo con il mio pene abbandonato, poi le passi sulle macchie di sperma che bagnano le mie cosce, la peluria del mio sesso. Con una mano accarezzo il tuo piede poi lo porto verso le mie labbra per baciare le dita una a una e accarezzarle con la lingua. La mano scorre sulla tua gamba, sulla coscia, fino a raggiungere la tua fichetta che accarezzo e divarico teneramente con due dita. Il mio gesto non ti lascia indifferente, ma Dolores si avvicina, ti cinge con dolcezza la vita e ti accompagna all'interno della stanza. Anche Rafael, un pò in ritardo, si alza, ma nel farlo accosta la bocca al mio orecchio per ringraziarmi del piacere che gli ho dato poi mi accarezza il pene, morbido ed ancora umido. Rimango solo, ascolto le vostre risate e poi il rumore della doccia. Vorrei unirmi a voi ma preferisco rimanere ancora steso, ubriaco, a recuperare le forze, senza staccarmi del tutto dall’emozione appena provata.

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