STORY TITLE: La restauratrice troia 2 
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La restauratrice troia 2


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La restauratrice troia 2

by Templare59
Viewed: 467 times Comments 2 Date: 23-11-2022 Language: Language

Due giorni dopo ricevo una sua telefonata, nella quale mi dice: “Domani mattina sono a lavorare a Palazzo Tal de Tali, è in ristrutturazione ci sono solamente io. Vieni verso le 10,00, mi troverai lì, ad aspettarti, completamente nuda”.
L’indomani mattina andai all’ora concordata. Suonai al campanello indicatomi. Il portone si aprì senza che nessuno rispondesse al citofono. Ovviamente era lei che mi aspettava.
Salito al piano nobile del palazzo, entrai e mi richiusi il portoncino alle spalle.
La trovai in una delle stanze dell’appartamento. Lì per lì rimasi deluso perché la trovai con una tuta da lavoro e non nuda come mi aveva detto la sera precedente al telefono. Come mi vede mi corre incontro, mi abbraccia e mi bacia con un bacio così sensuale che prefigurava già tutta la mattinata. Inizia a tirare giù la lampo della tuta da lavoro e sotto... ...era completamente nuda, eccezion fatta per un paio di autoreggenti nere velate con balza di pizzo. Mi prende per la mano e mi dice: “veloce, spogliati. Voglio il tuo cazzo. Voglio che mi sfondi tutta”.
Mi porta così in un’altra stanza, pulita, dove aveva già aveva preparato tutto con un futon a terra.
Il mio cazzo era già dritto da un po’. Duro come la pietra. La prendo, sollevandola da terra, e me la metto sul mio cazzo iniziando a scoparla in piedi. Era già bagnatissima. Lei, aggrappata alle mie spalle a sua volta muoveva il bacino per accentuare e agevolare la scopata.
Ci stendiamo sul futon e continuiamo a scopare in tutte le posizioni. I suoi orgasmi si ripetono uno dopo l’altro, sempre accompagnati dalle sue urla di piacere.
E’ un lago di umori che la bagnano completamente. Mi chiede di leccarle la fica e io non me lo faccio ripetere. Mi metto a pancia in giù e inizio a leccarla, assaporando il suo succo dal sapore dolciastro e dall’inebriante odore di fica.
Ad un certo punto mi ferma. Cambia posizione e si mette esattamente dove ero io a leccare. Mi prende il cazzo in bocca mettendosi in ginocchio con il culo per aria e le gambe leggermente aperte.
Sento un rumore nell’altra stanza. Al che cerco di farle un cenno e di ritrarmi, ma lei mi ferma e, continuando a succhiarmi il cazzo, mi fa l’occhiolino e allo stesso tempo allarga ancora un po’ le gambe, con il culo ben tirato su, il tutto verso la porta d’ingresso della stanza dove ci eravamo messi.
A quel punto capisco e cerco di sbirciare senza farmi notare più di tanto.
Al di là della porta semiaperta ho potuto intravedere una figura. La porta lentamente si apre un po’ di più e vedo distintamente un uomo che sta guardando noi con il suo cazzo in mano che si tirava una sega.
Lei (scoprirò dopo) sapeva che quella mattina sarebbe venuto uno dei muratori e prendere delle misure ed ha voluto farsi vedere mentre scopava con me.
Dopo un po’ che stava con il culo e la fica bene in vista mi chiede, quasi urlandolo per farlo sentire bene al nostro osservatore, di metterle il cazzo nel suo culo e di sborrarle dentro, che dopo avrebbe raccolto il mio sperma con le sue mani e lo avrebbe bevuto tutto prendendolo direttamente dal suo culo.
Senza farla spostare, per lasciare ben in evidenza e in mostra il culo alla vista del nostro voyeur, comincio a premere, piano piano, con la cappella al suo buchetto secondario. Lubrificando di tanto in tanto con lo sputo, entro sempre di più fino a penetrare del tutto, tanto da far toccare le mie palle alla sua fica aperta per il sollazzo del tizio guardone.
Dopo qualche colpo ben assestato in profondità, vengo, scaricando tutta la sborra che avevo nelle palle all’interno del suo culo. Ritraendomi e uscendo da lei, un rivolo di sperma segue il mio uccello e fuoriesce dal culo della mia amica. La quale prontamente, prima di farlo cadere in terra lo raccoglie con le sue mani e, avidamente, lo mette in bocca, lo lecca e lo risucchia fino a ingoiarlo tutto compreso quello che era dentro il suo culo che nel frattempo aveva fatto uscire.
Poco prima ci eravamo accorti che il muratore, che era stato in silenzio a godersi la scena e a segarsi, era andato via.
Aveva però lasciato per terra una pozza con il liquido della sua sborra. Alla vista dello sperma del guardone, la mia amica si è inginocchiata, lo ha raccolto con le mani, lo ha annusato e se ne è in parte spalmato i seni e quello rimasto sulle mani lo ha leccato ripulendo per bene la mani intrise dello sperma del guardone.
A qual punto le ho detto: “Sapevi che sarebbe venuto qualcuno stamattina, vero? Ti sarebbe piaciuto che invece di guardare solamente avesse preso parte ai nostri giochi?” Lei non risponde, ma la risposta era tutta nei suoi occhi e nel suo sorriso, che erano palesemente interessati all’idea.
“Bene. Vediamo. Pensiamoci su come organizzare una cosa simile”.
Al che ci siamo baciati, ricomposti e dati appuntamento a brevissimo.

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