…....Come tutto ebbe inizio!
by GioRexVu: 51 fois Commentaires 0 Date: 06-02-2025 Langue :

Mi presento, sono un Master del Veneto con diversi anni di esperienza, ho 51 anni ed ho avuto diverse Schiave con cui ho giocato…. Ciascuna relazione mi ha lasciato qualcosa dentro e mi ha fatto crescere sia come uomo, sia come Padrone. Se avete il desiderio di scambiare idee considerazioni oppure sei una donna biologica con tendenze alla sottomissione (o in cerca di un Padrone/Guida oppure Appartenenza) con esperienza oppure novizia puoi contattarmi… La mia Mail.: padrone55@virgilio.it oppure Telegram @PadroneSevero50
Arrivi ad un momento nella tua vita in cui ti metti ad immaginare, magari ti guardi indietro e pensi, a volte facendo una autocritica, a volte un bilancio, su come si sia evoluta la tua esistenza e su come sei arrivato a quello che sei oggi (pregi e difetti). Nel mio caso ho fatto un'introspezione nel mio io più profondo desumendo che tutto sommato, sin qui, ho condotto un'esistenza pregna di situazioni molto eccitanti ed esaustive, in modo particolare dal punto di vista sessuale....
Immagino sia nato con uno scopo ben preciso ( a prescindere il rispetto verso gli altri, quindi l'abnegazione verso ciò che ne deriva, il considerare il prossimo con uno spirito di amicizia e di ilarità) avevo, subito dopo l'età della ragione, percepito questo mio carattere (non prepotente) ma sicuramente dominante, nel confronto con gli altri, come un qualcosa che mi avrebbe dato sicuramente una marcia in più. Un evento (sessualmente parlando) ha segnato il mio cammino in quella che oggi considero un'avventura (l'avventura della propria vita). Ricordo all'epoca dei fatti avevo 19 anni, non avevo mai fatto sesso (completo), con le ragazze con cui avevo più confidenza era scappato qualche bacio con la lingua e qualche toccatina nelle parti intime senza mai spingersi oltre, come la maggior parte di noi ragazzi, i giornaletti porno e le riviste a tema ne facevano da padrone, osservando le ragazzine o comunque anche le donne più mature in minigonna o vestiti aderenti mi provocavano spesso erezioni dolorosissime visto il membro costipato in quegli abiti che la morale del tempo ti obbligava ad indossare, Federica (la mano amica) era la mia compagna di giochi. Già allora adoravo le riviste o i fumetti a sfondo sessualmente violento ( per così dire), dove le protagoniste venivano legate, violentate e sottomesse all'aguzzino di turno. In quel tempo frequentavo il quinto anno del Liceo Scientifico, a scuola ero molto bravo in tutte le materie specie in quelle scientifiche, l'unica pecca era il latino: una lingua morta che sin dall'inizio mi fu ostica. La scuola si trovava in un paese a pochi chilometri del mio, ogni giorno per poterlo raggiungere prendevamo un treno. Erano circa 25 minuti di tragitto, eravamo diversi studenti dello stesso paese, tra di essi vi era la protagonista della mia storia, Sandra era il suo nome, all'epoca aveva 18 anni frequentava il quarto anno di liceo era bravina a scuola, la sua unica pecca era la chimica (Non gli entrava in testa, o forse la detestava, vai a capire), nel mio paesino di qualche migliaio di anime ci conoscevamo tutti, la mamma di Sandra e mia madre erano ottime amiche, quindi lei spesso frequentava casa mia. Sebbene fosse una ragazzina tutto sommato bella, alta circa 1,60 cm, non troppo magra ne grassa, diciamo pure che aveva un bel culo, il seno una terza scarsa un viso da madonna, era mora e portava i capelli corti, l'unica critica se proprio debbo trovare un lato negativo era il suo carattere ed il suo modo di vestire. Aveva un carattere chiuso era timida, indossava sempre pantaloni lunghi ed abbastanza larghi, cose che non risaltavano assolutamente la sua femminilità. Con me era generalmente più sciolta nel parlare forse perchè l'ho vista crescere, abbiamo fin li frequentato le stesse scuole sebbene fossi di un anno più grande di lei. Un giorno era più o meno la fine di aprile, mentre eravamo alla stazione ad aspettare il treno che ci avrebbe portato a casa, notai che se ne stava in disparte con il viso triste intenta a leggere un libro, evidentemente con poca voglia visto che spesso osservandola notai che i suoi occhi andavano a destra ed a manca, spesso spersi nel vuoto, come una persona che deve fare qualcosa per forza ma senza la ben che minima volontà di farla. Vedendola così mi avvicina e le chiesi quale fosse il problema cosa aveva che non andasse per il verso giusto, lei senza guardarmi con occhi bassi mi confidò che aveva un problema con la chimica, che doveva assolutamente recuperare altrimenti gli sarebbe stata rimandata a settembre, cosa che le avrebbe fatto ottenere una severa punizione da parte dei suoi genitori e senz'altro le avrebbe rovinato le vacanze. Vista in quella situazione e con una interrogazione impellente (era venerdì e doveva essere interrogata lunedì) mi offrii di aiutarla, l'appuntamento era per il giorno dopo alle 15.00 a casa mia, dove le avrei potuto spiegare la parte che non aveva capito, l'avvertii che saremmo stati soli così nessuno ci avrebbe disturbato, avendo così la concentrazione necessaria per poter apprendere la lezione. Il giorno dopo si presentò a casa mia verso le 15.30, mi adirai con lei contestandole il fatto che si fosse presentata in ritardo, lei come al solito abbassò gli occhi a terrà e mi chiese scusa, non imprecai oltre anche perchè mi sconvolse il fatto di come si era vestita, in oltre 10 anni di conoscenza non la vidi mai indossare una minigonna, era di quel tipo ascellare fatta a ventaglio, quindi non stretta che faceva fatica a coprire i glutei, la mia risposta fu immediata, indossavo un paio di pantaloncini aderenti, pensando che non si presentasse, 10 minuti prima mi ero messo a fare un poco di pesi (avevo una stanza a casa dei miei con qualche peso ed una panca), subito l'uccello mi diventò di marmo, avevo il testosterone a 1000 ed un cazzo di tutto rispetto, non eccessivamente lungo ma grosso, mi si vedeva un bozzo di tutto rispetto. Sandra notò la cosa che portavo sotto, in mezzo alle gambe, la vidi arrossire e guardare in quella direzione, notai anche che si mordeva le labbra; cercai di non pensare alle sue cosce intanto la feci accomodare. La invitai a sedersi occupammo due sedie uno accanto all'altra, gli offrii una bevanda fresca e la esortai di prendere il testo cosicchè potessimo iniziare. Nell'abbassarsi a togliere il libro dallo zaino notai le sue mutandine erano rosa con merletti bianchi. Iniziammo così a immergerci nella lettura, avevo il testo dalla mia parte ed un quaderno per spiegarle una reazione e poter disegnare i legami tra le molecole in modo tale che gli fosse più facile capire la spiegazione; ad una certa notai che i suoi occhi erano rivolti verso il mio uccello anzicchè sui disegni che le stavo facendo, mi schiarì la voce e lei sobbalzò tornando con l'attenzione sul foglio dell'esercizio, non passò molto tempo, notai di nuovo che la sua mente e lo sguardo vagavano in tutt'altra direzione. Pensai tra me e me che sarebbe stato inutile continuare a spiegarle la materia se invece di seguire aveva la mente concentrata su tutt'altra parte, mi bloccai e con voce decisa ed autoritaria la sgridai dicendole se le piacesse così tanto ciò che stava guardando. Lei fu colta in flagrante e diventando rossa in viso come un peperone mi disse con un fil di voce.
Lei “Scusa”!
IO “ Adesso vediamo cosa hai capito di tutto ciò che ti ho spiegato sino ad ora!”
Naturalmente non aveva capito nulla, infatti rossa in faccia non rispose si limitò solo ad abbassare gli occhi a terra. Sebbene la cosa era molto eccitante ed il mio pacco ne fosse chiara dimostrazione mi incazzai tantissimo, con uno scatto fui in piedi e l'afferrai in malomodo da un braccio costringendola ad alzarsi dalla sedia...
IO “ ti faccio vedere io come si trattano le stronzette come te, adesso le prendi così vediamo se continui a fare la troietta”.
Lei “ No ti prego Giò cosa vuoi farmi?”
IO “Ti piace tanto il mio cazzo?”
Lei” Io....Veramente...non saprei....io....io!”
non sapeva più cosa rispondere, aveva un espressione triste in viso, era rossa e le scendeva qualche lacrima dagli occhi...
Strattonandola la portai con me in salone dove c'era un divano in pelle (lei cercava di divincolarsi ma servì a poco) mi sedetti sul divano e la trascinai sulle mie gambe adagiandola su di esse a pancia in giù..
Lei”..No ti prego....cosa vuoi farmi...non farmi male.....farò la brava, non
accadrà più... ti prego.....ti prego”
IO” Inutile pregare ti sei meritata una bella sculacciata lurida Cagnetta”
Le alzai la gonnellina fino a sopra il bacino lasciando scoperte il culetto, aveva due chiappette sode coperte dal sottile lembo di stoffa delle mutandine rosa, le allargai leggermente le gambe e reggendola per il fianco iniziai a percuoterla a mano ben aperta su quel culetto sodo..
IO” Ciaff...ciaff...ciafff”
Il suono delle sculacciate mi facevano eccitare ancora di più, il mio cazzo di marmo premeva irruento contro il suo ventre, mi faceva un male cane voleva uscire fuori a tutti i costi ma era imprigionato tra la stoffa e il ventre di Sandra che premeva sopra..
Lei “ Noo ti prego nooo, mi fai maleee...”
di tanto in tanto tra un no e l'altro la sentivo ansimare come se si stesse eccitando, intanto avvertii sulle mie gambe qualcosa di duro che premeva contro come fossero dei chiodi …. La cagna si stava eccitando i suoi piccoli capezzoli erano duri e appuntiti come fossero delle grosse spine di un roseto. Istintivamente con il pollice e l'indice della mano che pocanzi la percuoteva afferrai i due lembi esterni delle mutandine facendole affossare nel solco tra i glutei e tirandole verso l'alto notai una macchia non troppo estesa di umidità in corrispondenza della stoffa che toccava con la sua fighetta.... pensai tra me e me la troietta si è bagnata, allora le piace il trattamento...seguitai a colpirla alternando i due glutei con colpi leggeri e più forti a cui lei rispondeva a volte con un noooo a volte ansimava come una vacca non curandosi che io fossi la e potevo sentirla...
Lei” no ti pregoooo bastaaa....oooh siiii ancoraaa....noo, nooo pietaaaa, siiii....siiiii....ancora ancoraaaa”
dopo una ventina di colpi in rapida successione si notavano i glutei rossi, iniziai ad accarezzarla dove poco prima la avevo percossa, ed a massaggiarle la parte rossa per darle un pò di sollievo …. ero troppo eccitato da quella scena che avevo creato, il sentire i suoi lamenti, sentirla guaire ed ansimare allo stesso tempo mi aveva fatto diventare duro allo stremo, la mia mano correva lungo le sue chiappette sode dall'alto verso il basso, con l'indice corsi giù verso la sua fighetta da un lato aveva un labbro della vagina scoperto per via del fatto che avevo tirato e spostato le sue mutandine, rimasi basito al contatto con quella tenera carne, pensavo che avesse chiuso le chiappe per non permettermi di violare la sua intimità invece con stupore osservai che si distese ed inarcò la schiena per meglio esporre la sua intimità al mio tocco, era molto umida in quella zona, continuava ad ansimare ed io continuavo ad accarezzarla; aveva le grandi labbra quasi chiuse pendevano di poco fuori le piccole labbra e su all'attaccatura si notava un piccolo bottoncino di colore violaceo fare capolino, la troietta era vergine, seppi dopo che qualche volta si accarezzava ma mai si era penetrata, ansimava forte, si dimenava mentre facevo roteare il dito sul suo bottoncino, notai qualche goccio di succo fare capolino dalle labbra e un gonfiore accentuato lungo il solco (stava godendo la piccola cagna). Mi fermai e ripresi a sculacciarla con colpi sempre più forti ….
Lei” Siii Giò ti prego dai colpiscimi ancora, ancora, ancoraaaa”
intanto aveva gli occhi rossi e traslucidi, si notavano delle lacrime solcarle il viso,
Non ne potei più era troppo, la afferrai per i capelli sebbene corti e la feci alzare la obbligai ad inginocchiarsi a terra mi abbassai pantaloncini e boxer, presto il mio randellone fu all'altezza della sua fronte..
IO” Datti da fare troietta visto che è tutto il pomeriggio che lo desideri!”
Iniziò a segarmelo, gli intimai di baciarlo e leccarlo, notai subito che non aveva esperienza, agiva sull'asta in modo goffo, gli alzai il viso verso l'alto e le poggiai il glande sulle labbra, Sandra capì aprì la bocca e lo accolse dento, le diedi il ritmo tenendole la testa e muovendola avanti ed indietro, andammo avanti per una quindicina di minuti, riusciva a prenderne in bocca meno della metà, complice l'eccitazione o la pratica ,che ,sia per me che per lei era una novità le sborrai in bocca un gran quantitativo di seme, sicuramente qualche fiotto lo ingoiò vista la potenza con cui eruttai, una buona quantità la sputò. Quella fu per me la prima volta.....la prima volta in tutti i sensi, il primo pompino che mi era stato fatto da una bella ragazza per giunta, amica fin dalle scuole elementari, è stata la prima volta che ho dominato una donna e la cosa mi piacque molto; da li capii la mia inclinazione ad essere dominante in un rapporto sessuale e che mi piaceva farlo ottenendo l'assoluta sottomissione della mia partner.