Da "gioco" a stile di vita
by 70anni
· 15 June 2025, 12:16
Normale evoluzione di una vita matrimoniale basata, nata, su un Amore vero e assoluto. Può sembrare un paradosso, ma invecie è proprio il segno tangibile di un amore autentico tra i due coniugi. Lui che ha come principale obiettivo il piacere di lei, la sua soddisfazione, in breve "la felicità di lei", e per raggiungere tale obiettivo è pronto a tutto, anche a ciò che apparentemente (solo apparentemente, o tradizionalmente, ritenuto lesivo, doloroso). Quindi si presta, senza remore o rimpianti, a favorire l'accoppiamento sessuale e sensuale di lei con chi tali piaceri e soddisfazioni può darle in maggiore misura.Lei di contro, ama con tutto il proprio essere il marito, e quindi cerca in ogni modo di far sì che lui percepisca il buon risultato di quella sua dedizione e di quel suo manovrare per darle ciò di cui lei ha bisogno per essere felice. Quindi gli racconta, gli spiega, don dovizia di particolari, ciò che grazie a lui ha potuto gustare e godersi. Non tacendo soprattutto le differenze tra le sue capacità e tra i rapporti con lui e quelli con gli altri. Sapendo che tanto maggiori risultino tali differenze, tanto maggiore debba considerarsi la buona riuscita della manovra, che lui ha messo in atto per lei. Se poi, oltre al benessere prettamente fisico, lei ha la possibilità di confermare anche una piacevole soddisfazione sentimentale, ecco che dà al marito la sensazione di aver raggiunto il massimo dello scopo che lui si era prefissato.Così ecco raggiunto quello che sembra essere il massimo del paradosso: Lei che ama, sentendosi riamata, il maschio che la fa "sentire bene", amando ancora di più il marito, che glielo consente o, meglio ancora, favorisce tale connubio.Fin troppo chiaro che lei debba raggiungere il massimo della soddisfazione, per parte del maschio con cui si accoppia, quando è con lui nella più assoluta intimità (essenziale intimità!) e questo avviene proprio quando i due sono soli, a tu per tu, dedicandosi completamente ed escluisvamente l'una all'altro, e viceversa, senza interferenze di sorta, tanto meno (è talmente ovvio!) per la presenza, reale o virtuale che sia, del marito.Per ultimo, ma da non tralasciare, la tranquillità pure del maschio, autore ed anche oggetto, della soddisfazione di lei, di avere l'esclusività di appartenenza reciproca con la lei, senza più alcun momento di forzata condivisione con il marito, così da poter dare anch'egli il suo massimo per lei. Ciò che comporta la certezza che il corpo di lei non venga più in alcun modo usufruito dal marito, con alcun contatto. Unica deroga, del resto in genere molto auspicata dal maschio, come riconoscimento del ruolo e come atto di riconoscenza da parte del marito, l'opera di "pulizia orale" dei siti ove lui stesso ha depositato il proprio seme, come Natura pretende: che la femmina sia inseminata dal maschio valente.